Due esecuzioni capitali

8. agosto 2012 da

L’associazione umanitaria “Nessuno tocchi Caino” si batte da sempre per l’abolizione della pena di morte nel mondo e ha evidenziato come, nel 2011, le esecuzioni siano diminuite, fermandosi a quota 5mila. Nel 2010 infatti si contavano 5.946 esecuzioni, mentre nel 2009, 5.741. Il calo è da imputarsi alla diminuzioni di esecuzioni in Cina che se nel 2010 erano 5mila, nel 2011 sono scese a 4mila.

pena di morte

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Cifre che fanno comunque riflettere su una pratica barbara e proprio in occasione del rapporto annuale presentato dall’Associazione, arriva la notizia che in Giappone sono state eseguite altre due condanne a morte. Queste sono le prime in ordine di tempo dal mese di marzo, giustiziati sono stati due detenuti, le cui identità sono state rese note dal Ministero della Giustizia: Jubya Hattori e Kyozo Matsumura, di 40 e 31 anni. I detenuti erano colpevoli, nel caso di Hattori di aver stuprato e ucciso una ragazza di 19 anni nel 2002, mentre Matsumura si è macchiato dell’assassinio di due dei suoi parenti. In Giappone la pena di morte avviene per impiccagione e rappresenta un caso raro di Paese industrializzato che ancora vi ricorre. L’opinione pubblica del resto sembra sostenere la pena di morte, nonostante i diversi gruppi di attivisti critichino la mancanza di trasparenza. Ad oggi in Giappone, nel braccio della morte sono detenute altre 130 persone.

Se si osserva la situazione mondiale i Paesi che hanno abolito la pena di morte sono 155, 99 di questi sono completamente abolizionisti, 7 abolizionisti per i crimini ordinari, mentre 5 sono quelli che hanno attuato una moratoria delle esecuzioni e 44 sono abolizionisti di fatto, il che significa che non eseguono la pena di morte da almeno dieci anni e che si sono impegnati per abolirla.

Diritto d’immagine: ©panthermedia.net/studiom1

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Giappone ieri e oggi

19. giugno 2012 da

© Jürgen Effner - Fotolia

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Il Giappone affascina per diverse ragioni. Situato nell’Oceano Pacifico, ad est del Mar del Giappone, Corea del Nord, Corea del Sud e Russia, il Paese nipponico salta nell’occhio per via delle sue tradizioni uniche, riti millenari, l’antica cultura gastronomica, le donne in kimono, i samurai, i dragoni, i giardini, le spade, la cerimonia del tè, l’architettura e i grandi templi.

Ma il Giappone è ancora molto di più. Accanto a queste visioni si affianca anche quella di un Paese estremamente moderno, metropoli affollate e grattacieli altissimi. Il Giappone, conosciuto come il “Paese del Sol Levante” è una nazione che piace per la sua miscela tra antico e moderno e la sua ricchezza di varietà. Il Giappone affascina anche per un altro aspetto, quello della natura incontaminata. Il paesaggio è di una bellezza struggente con queste foreste verdissime montane e i suoi famosi alberi di ciliegio, che quando fioriscono regalano stupendi fiori rosa. Parte del paesaggio giapponese sono anche le risaie terrazzate e le oltre 3.000 isole. Lo Stato risulta quindi interessante sotto vari aspetti: ambiente, storia, tradizione, religione ed anche per l’economia e la politica.
La cultura giapponese ha subito molti cambiamenti nel corso dei secoli, quella contemporanea è molto interessante perché combina influenze asiatiche, europee e statunitensi. L’arte nipponica tradizionale include le arti dell’ikebana, dell’origami, delle ceramiche e dell’ukiyo-e. Interessante notare come la pittura tradizionale giapponese grazie alla fusione con quella occidentale abbia dato origine ai manga, il fumetto giapponese, che oggi oramai è simbolo del Giappone. I famosi cartoni animati giapponese, fortemente influenzati dai manga, vengono chiamati anime.
L’arte è uno dei settori in cui meglio si può riconoscere la fusione della cultura giapponese millenaria con quella moderna occidentale. È proprio questa fusione e queste contrapposizioni che rende il Giappone una nazione da amare.

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Ritorno al nucleare

12. giugno 2012 da

© Wolfi30 - Fotolia

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Il Primo Ministro giapponese Yoshihiko Noda ha annunciato di recente di voler ritornare il prima possibile al nucleare. Per i giapponesi, secondo quanto dichiarato dal Primo Ministro, sarebbe indispensabile far riattivare i reattori 3 e 4 della centrale di Öi. La società giapponese non sarebbe in grado di sopravvivere senza i reattori. La paura principale del Primo Ministro giapponese è la possibilità che avvenga un blackout nei periodi di picco estivi, che potrebbero rivelarsi molto dannosi per l’economia del Giappone. Più della metà della popolazione giapponese si é però dichiarata contraria a far ripartire l’impianto.

L’ultima parola spetta comunque ancora alla prefettura di Fukui, che si esprimerà al riguardo nei prossimi giorni. Al Giappone mancherebbe però ancora un vero e proprio piano di emergenza nel caso si dovesse ripetere una tragedia come quella avvenuta a marzo 2011. Per il Premier però non ci sono dubbi, i combustibili fossili non possono rappresentare una valida alternativa al nucleare in Giappone, dato che sono troppo cari e troppo inquinanti. Il Giappone è un Paese privo di risorse naturali e quindi il nucleare sarebbe di fondamentale importanza per il Paese, come sottolinea Yoshihiko Noda, assicurando al tempo stesso che, grazie alle misure di sicurezza prese dallo Stato, non potrebbe più riaccadere una tragedia come quella dell’11 marzo 2011. I reattori in questione non rilascerebbero nessuna radiazione nel caso si dovesse verificare nuovamente un terremoto o maremoto. Le città vicine ad Öi però non sarebbero a quanto pare ancora pronte ad affrontare un’emergenza simile come quella di Fukushima. Ma queste problematiche non vengono prese in considerazione né dal primo Ministro nè dalla Kansal Electric Power, il colosso energetico gestore dell’impianto di Öi. Ma la piena realizzazione dei nuovi piani di sicurezza terminerà solamente tra tre anni.

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