Due esecuzioni capitali
L’associazione umanitaria “Nessuno tocchi Caino” si batte da sempre per l’abolizione della pena di morte nel mondo e ha evidenziato come, nel 2011, le esecuzioni siano diminuite, fermandosi a quota 5mila. Nel 2010 infatti si contavano 5.946 esecuzioni, mentre nel 2009, 5.741. Il calo è da imputarsi alla diminuzioni di esecuzioni in Cina che se nel 2010 erano 5mila, nel 2011 sono scese a 4mila.
Cifre che fanno comunque riflettere su una pratica barbara e proprio in occasione del rapporto annuale presentato dall’Associazione, arriva la notizia che in Giappone sono state eseguite altre due condanne a morte. Queste sono le prime in ordine di tempo dal mese di marzo, giustiziati sono stati due detenuti, le cui identità sono state rese note dal Ministero della Giustizia: Jubya Hattori e Kyozo Matsumura, di 40 e 31 anni. I detenuti erano colpevoli, nel caso di Hattori di aver stuprato e ucciso una ragazza di 19 anni nel 2002, mentre Matsumura si è macchiato dell’assassinio di due dei suoi parenti. In Giappone la pena di morte avviene per impiccagione e rappresenta un caso raro di Paese industrializzato che ancora vi ricorre. L’opinione pubblica del resto sembra sostenere la pena di morte, nonostante i diversi gruppi di attivisti critichino la mancanza di trasparenza. Ad oggi in Giappone, nel braccio della morte sono detenute altre 130 persone.
Se si osserva la situazione mondiale i Paesi che hanno abolito la pena di morte sono 155, 99 di questi sono completamente abolizionisti, 7 abolizionisti per i crimini ordinari, mentre 5 sono quelli che hanno attuato una moratoria delle esecuzioni e 44 sono abolizionisti di fatto, il che significa che non eseguono la pena di morte da almeno dieci anni e che si sono impegnati per abolirla.
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