Architettura cinese
L’architettura cinese, nel mondo orientale e non solo, è molto rinomata e ha avuto una grande influenza sull’architettura giapponese, coreana e vietnamita. Nel XX secolo la tradizionale architettura cinese ha subito un’importante trasformazione in seguito all’occidentalizzazione delle costruzioni. Ma nel corso del XX secolo alcuni architetti cinesi hanno tentato di combinare i caratteri tradizionali dell’architettura cinese con quelli moderni occidentali ottenendo non sempre risultati fortunati.
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Una seconda caratteristica di grande importanza dell’architettura cinese è l’enfasi posta sull’articolazione simmetrica degli edifici, che lasciano manifesto l’equilibrio, anche visivo. Infatti la simmetria bilaterale è specifica dell’architettura cinese sia nella costruzione di palazzi prestigiosi che di umili fattorie.
Nell’architettura cinese si utilizza, come da tradizione, una facciata continua, che delimita gli ambienti. Piuttosto inusuali sono i tetti piani nelle costruzioni cinesi. Le tipologie più comuni di tetti sono tre: quello più economico e diffuso è il tetto con una singola inclinazione, quello più utilizzato nelle costruzioni più costose è il tetto con più inclinazioni, mentre il tetto ricurvo viene adoperato quasi esclusivamente in templi e palazzi. Un tempo si utilizzava soprattutto come materiale il legno, tuttavia l’uso di mattoni e pietra divenne gradualmente più comune e sostituì gli edifici in legno, che spesso non sono sopravvissuti perché più vulnerabili.





