Cha no yu

19. novembre 2012 da

Cha no yu, letteralmente “acqua calda per il tè”, è il termine giapponese che designa la cerimonia del tè, una pratica codificata alla fine del sedicesimo secolo dal monaco buddhista Zen Sen no Rikyu, il quale mise ordine in una tradizione molto antica, risalente agli albori dello Zen, e ancora oggi diffusa in tutto il Giappone. Questa cerimonia consiste in un vero e proprio rito sociale, che segue stili e forme diverse, e si adatta al naturale alternarsi delle stagioni. Il tè servito è la qualità verde nota come matcha, denso (koicha) o più leggero (usucha).

Tè matcha - Foto di ©panthermedia.net/ 91010ra

Tè matcha - Foto di ©panthermedia.net/ 91010ra

Ma qual è il legame tra il servire il tè e lo Zen? In primo luogo va detto che i monaci in pellegrinaggio nei templi della Cina intorno all’anno 1000 d.C. scoprirono le virtù corroboranti del tè e la sua capacità di tenere svegli durante le lunghe ore di meditazione. La polvere di tè mischiata con l’acqua, in sospensione e non in infusione, ha infatti un effetto particolarmente eccitante. Durante il periodo Kamakura, dal 1185 al 1333, si diffuse in Giappone l’abitudine di bere il tè sia nei monasteri che tra i ceti sociali più elevati. Col tempo questa pratica venne elaborata sia dal punto di vista spirituale che estetico, in modo tale che ogni gesto, ogni oggetto e persino la stanza stessa non siano per nulla casuali, ma pervasi da una profonda religiosità. Secondo Sen no Rikyu, i principi di base a guida della cerimonia sono quattro: armonia, rispetto, purezza e tranquillità. La cerimonia del tè in un’ottica Zen è dunque un’arte al pari della calligrafia o della poesia, la quale incorpora i fondamentali concetti di vuoto materiale, inteso come austerità e rigore, e mentale, ovvero una coscienza libera da qualsiasi attaccamento ai beni del mondo.

Come meditare Zen?

2. giugno 2012 da

Se si vuole staccare dalla vita frenetica di tutti i giorni un’ottima soluzione potrebbe essere la meditazione Zen. Con il termine Zen ci si riferisce a un insieme di scuole giapponesi buddiste che derivano dalle scuole del Buddismo Chan, le quali a loro volta furono fondate dal leggendario monaco indiano Bodhidharma.

© byheaven - Fotolia

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La meditazione Zen è uno stato di altissima concentrazione tramite la quale si dovrebbe raggiungere la cosiddetta “illuminazione”. È inutile pensare di riuscire a raggiungere questo stato solo dopo le prime esperienze. Raggiungere l’illuminazione richiede molto tempo ed esperienza, è però possibile assicurarsi una buona dose di calma e tranquillità. Quando meditare? Stabilisci un tempo ben preciso sul quando dedicarti alla meditazione, è consigliabile farlo di mattina presto o di sera tardi, quando si é di per sé già in una fase calma della giornata. Cerca di far diventare la meditazione parte della tua quotidianità. Inizialmente si può praticare la meditazione anche solo nei weekend per poi lentamente integrarla nella vita di tutti i giorni. Dove meditare? Assicurati un posto grande dove ti puoi sedere con le gambe incrociate che sia tranquillo e silenzioso. La posizione dello zazen richiede che incroci le gambe portando i piedi fin sulle cosce. Se inizialmente non siete capaci di incrociare le gambe in questo modo, potrete anche scegliere la posizione del mezzo Ioto, quindi semplicemente seduta. Con un po’ di pratica riuscirete comunque a raggiungere la posizione dello zazen. Anche la posizione delle braccia non è da sottovalutare. Tieni le mani in grembo con i palmi rivolti verso l’alto. È importante non cambiare mai posizione, una volta scelta la postura, mantenetela fino al termine della meditazione. Il respiro invece deve essere naturale e non forzato, in modo tale da riuscire a raggiungere un’elevata rilassatezza di mente e di corpo.

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