In collaborazione con Aqua Map

Abbiamo sempre pensato che i nuovi arrivati in famiglia si sarebbero dovuti adeguare allo stile di vita già presente in casa e non il contrario. Certamente avremmo dovuto cambiarne alcuni aspetti, ma non stravolgere del tutto le nostre abitudini perché ne avremmo risentito sul lungo periodo. Così, sempre nel rispetto dei tempi e delle esigenze del nostro cane, abbiamo scelto di fare un lungo lavoro prima, piuttosto che dover modificare il nostro stile di vita a bordo poi.

Dalla gita giornaliera, alla vacanza estiva, fino al radicale cambio di vita h24 in barca, i nostri amici pelosi, essendo parte integrante della nostra famiglia, sono sempre stati al nostro fianco, nelle varie avventure giornaliere e per quelle di una vita intera. Ma come abbiamo fatto? Come ci siamo organizzati?

Gli aspetti da considerare quando si decide di portare un animale a bordo sono moltissimi,(cane o gatto che sia) ma non per questo si deve rinunciare a vivere delle belle emozioni anche con loro.

Innanzitutto, c’è da dire che se ho instaurato un ottimo rapporto con il mio animale, lui mi seguirà con piacere ovunque. Per abituarlo alla vita di bordo, come del resto anche alle altre abitudini quotidiane, sarebbe sempre meglio farlo quando sono ancora cuccioli. Ma comunque sia un approccio graduale e giocoso è sempre una carta vincente.

Per esempio non tutti sanno che non è scontato che un cane sappia nuotare. Questa cosa e molte alte informazioni, le abbiamo scoperte quando abbiamo fatto fare al nostro labrador il corso alla Scuola Italiana Cani Salvataggio. Non che volessimo che il nostro diventasse un cane bagnino ma, dal momento che la barca sarebbe diventata la nostra casa sapevamo che in questa scuola ci avrebbero insegnato le basi per instaurare un rapporto perfetto tre cane-acqua-barca. Quindi se sei alle prime armi, indipendentemente dalla razza del tuo cane, una scuola come questa è quello che ci vuole per poter portare con serenità il tuo cane a bordo…E ricorda che con l’insegnamento giusto ogni cane può imparare a nuotare o amare l’acqua.


Consigli pratici su come gestire un cane a bordo:

Non sono molto d’accordo con chi programma le uscite in barca in base alle esigenze del cane, situazioni del tipo: ogni 5-6 ore deve scendere a fare i bisogni, devo trovare una rada dove sia possibile scendere con il tender… Il rischio di trasformare una gita in barca o una vacanza in un incubo, è reale. Tra l’altro le spiagge dove si può sbarcare con il tender e anche con il cane, non sono così tante, per lo meno in Mediterraneo. Certamente è più faticoso, ma funzionale, far sì che sia il cane ad abituarsi alla navigazione e alla vita di bordo. Vediamo come.


I BISOGNI

Il cane riconosce la barca come la sua casa e se non fa i bisogni in casa sua tantomeno li farà in barca. Però fare in modo che lui si senta libero di farli a bordo, senza condizionare troppo le nostre rotte, è un aspetto fondamentale se pensi di portare fido con te.

Sono tante le strategie che si possono usare, di seguito alcuni suggerimenti:

  • Panno assorbente: metterlo in un luogo prescelto sulla barca, magari testandolo anche a casa prima, così riconosce l’odore. PRO quando ha finito si butta via tutto. CONTRO molto inquinante e soprattutto anche se chiuso in un sacchetto è maleodorante.
  • Tappetini sintetici o erba finta: PRO il cane sa esattamente dove fare pipì e pupù. CONTRO togliere i loro ricordi, tra l’altro se non sono compatti, può risultare “impegnativo”
  • Passeggiata con guinzaglio: se il cane associa il guinzaglio al momento bisogni, farlo passeggiare sul ponte, come se fosse al parco, può essere un buon escamotage. PRO sceglie lui il posto dove si sente più a suo agio. Una secchiata e si pulisce in un attimo. CONTRO se le condizioni del mare non sono delle migliori può essere complicato.
  • Ciuffi di erba vera: alcuni provano a mettere una manciata di erba dove vorrebbero che il cane facesse pipì, sperando che associando l’odore erba-parco-pipì loro si lascino andare. PRO l’olfatto del cane è potente quindi possibilie che associ le due cose. CONTRO devo sempre avere a bordo dell’erba.

Noi dopo averle provate tutte, senza nessun risultato, abbiamo deciso di non far scendere il nostro cane dalla barca fino a quando proprio non la teneva più e l’ha fatta a prua. Quando dopo due giorni si è liberata, l’abbiamo riempita di complimenti e coccole. Lei ora ha individuato la prua come il “suo spazio”. Così, sia per gite giornaliere, che per navigazioni di più giorni, lei sa che lì può fare i suoi bisogni liberamente, è più serena lei e noi! Questa per noi è stata la scelta vincente!


SICUREZZA

La preoccupazione più grande di quando portiamo il nostro amico a quattrozampe in barca è: Se finisce in acqua? Come sempre, la sicurezza prima di tutto.

Innanzitutto, il cane deve sempre tenere una pettorina, ergonomica e della sua misura. Questo perché, se dovesse finire in acqua, riportarlo a bordo prendendolo dall’imbraco è facile e sicuro, in caso contrario o si ha una plancia o passerella che entra in acqua, oppure prendendolo per il collare si rischierebbe di strangolarlo o peggio ancora l’impossibilità di tirarlo a bordo. Noi, sotto consiglio degli insegnanti della scuola, in navigazione non abbiamo mai tenuto il cane legato, deve essere libero, a meno che le condizioni del mare siamo impegnative, in tal caso agganciamo la sua pettorina con una fettuccia alla life line, così si sente libero di andare avanti e indietro in sicurezza. È vero anche che alcuni cani appena vedono l’acqua ci si tuffano immediatamente. Quindi alla base è bene una buona educazione ad entrare in acqua solo a comando, soprattutto se la permanenza a bordo non si limita all’uscita in giornata, se il cane proprio è incontenibile allora meglio legarlo in pozzetto, con un gioco corto, sperando che non inizi ad abbaiare senza sosta disturbando il vicinato, se sei in porto.

In aggiunta alla pettorina noi abbiamo messo la rete sulla battagliola. Anche se esteticamente molti non la amano, la rete legata alle draglie rimane una delle soluzioni migliori. Un’onda inaspettata, una scivolata, una corsa o quant’ altro possono essere una delle cause per far finire il cane e bambini in acqua, la rete è fondamentale per impedire che ciò avvenga.

  • Se avete il cane e dovete scegliere la barca, magari non della vita, ma solo per un breve periodo di vacanza, scegliete un’imbarcazione compatibile con l’animale. Facile discesa dalla barca, sia sul molo che in acqua, spazi consoni a lui per muoversi e riposare, ombra, un equipaggio che ami gli animali.
  • Salire e scendere da una passerella non è così scontato per loro, la visuale del vuoto laterale, il rumore che fanno le loro zampette su un materiale a cui non sono abituati e anche il movimento del galleggiamento, posso spaventare moltissimo l’animale, per questo si consiglia di fare prima delle “prove passerella” sulla terra ferma…e importantissimo sulla passerella prima passo io e poi lui.
  • Infine, trovo che sia fondamentale comunicare con il proprio cane a gesti, magari non per una gita domenicale, ma per delle navigazioni più impegnative si. In caso di emergenza la nostra voce è possibile che lui non la senta, mente fermarsi davanti ad un gesto di una mano alzata o un altro segnale che gli fa capire che si deve buttare in acqua è fondamentale!

BAGNO

C’è il cane che si tuffa da due metri di altezza e quello che nemmeno ne vuole sapere di entrare. Se il vostro cane è amante dell’acqua il bagno dalla barca non può mancare, ma anche in questo caso si devono avere delle accortezze. Una volta entrato la difficoltà più grande è farlo risalire a bordo; quindi, come già anticipato prima: o la barca dispone di una discesa a mare idonea o diventa più impegnativa l’azione da fare. Se la barca non è vostra ma a noleggio, informatevi prima della sua disposizione. Noi, abbiamo le murate abbastanza alte e non disponiamo di una plancia in poppa, così facciamo entrare il cane nel tender e poi da lì lo issiamo sulla barca prendendolo dalla scaletta, ovviamente sempre tenendolo per l’imbraco. Se pensiamo che il bagno duri più del previsto possiamo procurarci anche un imbraco galleggiante che permette al cane di nuotare con meno sforzo e più a lungo. Sempre alla scuola cinofila sopra citata, ci hanno anche insegnato a fare il bagno con il nostro amico a quattrozampe. Non è da escludere che per paura, o per voglia di giocare, venga verso di noi e cerchi di attaccarsi, non è piacevole avere le sue unghiate sulla schiena! Ci sono così comandi e gesti ben precisi per evitare che ciò accada.

NON dimentichiamoci che un cane bagnato pesa di più di quando è asciutto quindi lo sforzo per issarlo a bordo sarà maggiore, soprattutto se cucciolo e non ha ancora sviluppato il pelo idrorepellente. Dimenticavo… il pelo bagnato del cane, se non si tratta di un razza “acquatica”: puzza, parecchio. Questo è da tenere in considerazione, non tanto per noi che lo amiamo sotto ogni punto di vista, ma nel caso in cui dovessimo avere a bordo ospiti. Inoltre, in fase di muta perde una quantità di peli impressionante e se è nero, non è molto piacevole alla vista su una barca bianca.


SALUTE

Anche i cani, non tutti per fortuna, possono soffrire di cinetosi, confrontandoti con il tuo veterinario, ti potrà consigliare l’antinausea che fa a caso suo. In alternativa ci sono anche dei rimedi naturali, come i fiori di Bach. Io consiglio la prima volta di farlo salire a bordo senza nessun farmaco in corpo e vedere come reagisce, non è detto che stia male, magari avrà solo un po’ di sonnolenza dato dal dondolio, oppure un po’ di nervosismo, sempre dato dal dondolio, del resto è la stessa reazione di noi uman

  • È raccomandato che abbiano sempre un posto sicuro, confortevole e soprattutto all’ombra, verifica che sia sempre protetto dal sole anche quando la barca all’ancora “gira”. I cani possono soffrire di colpi di calore.
  • Da non sottovalutare: si possono ustionare i polpastrelli delle zampe, puoi proteggerli con della crema solare.
  • Fai in modo che abbia sempre acqua fresca in abbondanza, come noi, con il caldo e il vento, bevono di più e si disidratano in fretta.
  • Prediligere cibo secco, sia per avere meno rifiuti a bordo, si per evitare che si deteriori facilmente con il caldo quando è nella sua ciotola. Chiudere bene il sacco perché l’umidità potrebbe alterare il sapore del suo cibo.
  • Se si avvicina il periodo del calore, e il tuo cane non è abituato a indossare i pannoloni, preparati a passare la giornata a pulire perché il sangue è molto difficile da togliere sul legno preparati
  • In estate, soprattutto, vanno coperti con delle profilassi antiparassitarie.
  • Se pensi di portare il tuo cane all’estero, aggiornati bene sulle normative locali dello stato di destinazione e la documentazione necessaria. In modo particolare se pensi di fare il giro del mondo con il tuo amico di zampa informati molto bene perché ogni stato ha le sue leggi in merito all’ingresso di animali domestici talvolta molto molto rigide.

INTRATTENIMENTO

Per intrattenere il cane a bordo durante la navigazione non ci sono tante soluzioni, se no coccole senza fine. Magari un suo gioco da sgranocchiare può essere utile per ingannare il tempo e per evitare che lo facciano con le cime o con le finiture di teak. Per questo troviamo che la funzione di AquaMap LIVE SHARING sia utilissima per trovare, in tempo reale, altre imbarcazioni con animali a bordo nella zona dove stiamo navigando. Semplicemente selezionando nella modalità “Live sharing” animali a bordo.

Possiamo trovare nuovi compagni di gioco per i nostri amici pelosi.


CONSIGLI DELL’ESPERTO Ferruccio Pilenga

presidente e fondatore di SICS scuola italiana cani salvataggio

Se il tuo cane è cucciolo o già avanti con l’età, ci sono delle indicazioni che Ferruccio Pilenga, il fondatore delle scuola italiana cani di salvataggio, SICS, ci può dare dopo anni di esperienza e migliaia di cani addestrati.

Far conoscere al cane per la prima volta l’ambiente acquatico, fiume, lago, mare che sia, su bassi fondali e magari con una temperatura adeguata. Assolutamente non da un pontile.

Evitare ingressi in acqua dove il fondale è molto scosceso, perché il cane, se non sapesse nuotare si spaventerebbe, ottenendo l’effetto contrario da quello desiderato.

COME AVVICINARE IL CANE ALL’ACQUA E ALLA BARCA

  • Entra in acqua con l’animale e fatti vedere tranquillo, sereno, non trasmettere ansia o agitazione, a loro non sfugge nulla! E soprattutto fallo in modo giocoso. Il cane si deve fidare di te.
  • Non obbligarlo a fare cose che non si sente di fare, rispettalo e non insistere o peggio non deve prendere paura, rischieresti di fargli odiare l’acqua: un cane non dimentica!
  • Il cane nuota come cammina, se questa postura in acqua non gli viene spontanea, cioè non sa nuotare, si mette in verticale e va giù. Il risultato è solo un grande spavento. Accompagnalo in questo primo step tenendolo con le tue mani in posizione orizzontale fino a che non prende sicurezza e nuota da solo.
  • Se avete il cane e dovete scegliere la barca da acquistare, anche solo per un breve periodo di vacanza, scegliete un’imbarcazione compatibile con l’animale. Facile discesa dalla barca, sia sul molo che in acqua, spazi consoni a lui per muoversi e riposare.
  • Salire e scendere da una passerella o da un tender non è così scontato per loro, abitualo a fare questa cosa prima sulla terra ferma.