Manca poco, l’adrenalina è a palla, l’ansia fuori controllo.Da anni mi chiedo come mi sarei sentita qualche giorno prima della partenza e adesso che ci sono dentro in pieno, non riesco a trovare le parole. Forse perché non esiste un vocabolo esatto per descrivere questa sensazione, o forse perché ne servirebbero talmente tante di parole che non basterebbe una pagina sola.

Penso che l’emozione sotto i riflettori in questo momento sia: la paura.

Oramai ci siamo e penso con tenerezza quando anni fa rinunciavo a cene fuori per risparmiare, o a quando ho deciso che l’estetista per un po’ non l’avrei vista, che la macchina anche se piena di gibolli funzionava lo stesso e che se i nostri telefoni erano crepati e vecchi comunque WA si leggeva lo stesso.

Penso a quando nel 2015 Stefano in cantiere in Grecia, vede Shibumi con il cartello: Vendesi appeso e ha detto: eccola è LEI!

Penso a quando invece l’ha comprata un altro, lo stesso momento in cui noi perdavamo un bambino nella mia pancia. Penso a quando l’abbiamo ritrovata in vendita, nello stesso momento in cui Timo cresceva dentro di me.

Penso alla frustrazione di quando, per acquistarla ad un prezzo stracciatissimo, in una settimana dovevamo trovare i soldi per acquistarla e noi eravamo al verde…penso all’affetto e all’amicizia dimostrata degli amici che ci hanno aiutato a pagarla.

Penso a quei 45 giorni di cantiere a luglio nel 2017, 40 gradi, tre bambini e una barca gigante davanti a noi da sistemare completamente. Le sere di lacrime quando prendevamo coscienza che forse avevamo fatto il passo più lungo della gamba. Penso ai momenti di crisi di Stefano e ai miei, al nostro senso di responsabilità per aver coinvolto i nostri figli in qualcosa di così folle. Penso a tutta la forza che l’amore sa dare per restare uniti e portate il fardello a turno quando l’altro non ce la fa.

Penso sempre alle lacrime, ma di gioia, quando l’abbiamo messa in acqua per la prima volta. Ce l’avevamo fatta!

Penso al primo instante a piedi nudi sul ponte e lei che finalmente galleggiava libera e felice come lo ero io dopo tanti giorni di fatica. Penso alle prime veleggiate, le cene a bordo con gli amici, i tuffi dei bambini e di Pepper, le notti a fare l’amore sotto le stelle…

Penso che ero al punto più in alto dove si può toccare la felicità. Penso che se eravamo riusciti a realizzare il nostro primo sogno: acquistare una barca, potevamo raggiungere anche il secondo: fare la traversata atlantica.

Penso poi all’umiliazione di avere un sogno nel cassetto e non poterlo realizzare non per mancanza di coraggio, ma di soldi. Penso alla tristezza di quando abbiamo deciso di affittare la nostra casa e trasferirci, penso a questi tre anni lontani dalla mia vita di sempre e alla fatica di riuscire a farmene una nuova in un paese chiuso e aspro.

Penso a quando ho dovuto prendere coscienza che l’unico modo per fare uscire il sogno da quel maledetto cassetto era vendere la MIA casa! Penso al giorno che ho venduto la MIA casa!

Penso alle notti insonni, al mio corpo che si ribellava e all’ansia che non trovava più un canale di sfogo. È passata dall’emicrania, alle extrasistoli, dal reflusso, all’intestino… Per trovare poi pace tra le Sue braccia, ferme, forti, calde, di nuovo un amore infinito che su fondameta di cemento armato ha saputo rialzarsi.

Penso alle delusioni avute da chi dovrebbe volerti bene, da chi non ha saputo capire ma solo giudicare. Ma penso che un serpente per crescere deve disfarsi della sua vecchia pelle…così sono andata avanti, testa alta, passo deciso, un unico obiettivo davanti a me : il mare.

Penso a quando abbiamo fissato la data della partenza, 5 luglio, penso allo sconforto di quando qualcosa di più grande di noi ha ribaltato il globo e noi c’eravamo sopra. Penso però che noi marinai ci siamo un po’ abituati ai cambi di programma decisi da madre natura e non puoi fare altro che assecondare le sue decisioni e aspettare.

Penso che questo periodo me lo ricorderò per sempre. Penso che ho avuto tantissimo coraggio, non per aver preso questa decisione, ma per non aver mai mollato una volta presa.

Penso a quando a giugno con il fiatone e le borse della spesa tra le mani Stefano mi passa il telefono: sei in diretta su Deejay! Penso che mi lusinghi essere cercati da media, un mondo nuovo, inaspettato e pericoloso. Penso a quando molti mi dicono: dovresti fare le foto così, dovresti scrivere cosá, se posti questo aumentano i followers, se non usi un linguaggio adatto li perdi….

Penso che io me ne fotto, perché sto raccontando la MIA di storia e io sono così. Penso che se avessi voluto scrivere una storia finta, avrei scritto libri di fiabe per bambini e non avrei postato la mia vita. Penso che non è la visibilità quello che voglio, ma se questa serve per mandare un messaggio, per spronare molti a non mollare, a ricordare che i sogni si avverano, ma che te li devi andare a prendere…allora benvengano giornali, radio e TV.

Penso che la voglia di condividere non sia per dimostrare nulla a nessuno, ma sia dettata semplicemente dal fatto che se le cose belle le condividi acquistano valore, quel valore che da la carica e la voglia di buttarsi e vivere al meglio l’unica vita che abbiamo a nostra disposizione.

Penso che questa esperienza sarà pazzesca, perché anche se il viaggio non è ancora iniziato in realtà sto viaggiando da parecchio.

Penso che ho le mani gonfie e la schiena a pezzi, ma penso che ho una famiglia meravigliosa che si prenderà cura di me e io di loro.

Penso che sono fortunata, ma penso anche che la fortuna aiuti gli audaci, che se non dai non hai, che se non fai, resti.

Penso che sono grata alla vita perché mi sta rendendo tutta la fatica fatta in questi anni.


Penso che forse sto pensando troppo stamattina meglio andare a ordinare le cabine….Buongiorno! 

18 Replies to “Penso”

  1. Quando qualcuno fa qualcosa di straordinario, troverà sempre un mediocre che cercherà di trascinarlo al suo livello. Voi volate alto! I vostri figli sono davvero fortunati! Buon viaggio dalla Tedeschia! Lara G.

  2. Penso che il messaggio che volevi mandare a me sia arrivato. Penso che siete grandi e io, che non so niente di vele e di barche, vi seguo con tanta ammirazione. E penso che scrivi davvero bene. Sei coinvolgente. Buona avventura ragazzi. Non mi perdero un giorno. Grazie per averla condivisa

  3. Quanta verità nelle tue parole! Ho avuto il privilegio di sentirti quella volta su Deejay: ho ascoltato con il cuore in gola perché anche noi abbiamo una barca (la quarta in 30 anni), ma navighiamo sui canali e fiumi francesi: vacanze meravigliose, figli super felici…. È un’esperienza formativa la barca!!
    Buon vento!!!!

  4. Ho letto. Ho pianto.
    Grazie.
    Se nn fai, resti.
    E io sono 10 anni che sono impantanata … e nn bastano le fughe di una settimana in barca a vela.
    Vi seguirò. Perché siete meravigliosi e perché vi voglio come mentori.
    Grazie ancora

  5. Penso che avrei voluto conoscervi prima.
    Penso che conoscendovi prima avrei potuto esservi d’aiuto, in qualche modo.
    Penso che stiate facendo una cosa gigantesca e la mia invidia è pari alla mia stima per voi.
    Penso che dal letame sei social, a volte, nascono fiori di una bellezza micidiale.
    Penso che la smetto qui , che le lacrime sul viso di un uomo di 56 anni non sono mai belle da vedere…
    In culo alla balena e buon vento…

  6. penso a quante cose sono cambiate in un anno e mi vedo grande penso a quante esperienze ho fatto e mi vedo grande mi vedo matura e mi vedo cambiata penso a domani e so che il domani e già qui e il momento di partire e volare verso nuovi orizzonti e nuovi traguardi e verso i sogni da realizzare

  7. Beautiful. There are a lot more that we could say about your blog, but really there is only one thing to say. Beautiful. From Rod and Mary at our cottage in Avondale Newfoundland and Labrador, Canada. (yes Labrador where Pepper is named after)..

  8. Bravi, siete liberi e coraggiosi, con affetto vi invidio, di invidia buona però, di quella di chi ancora con ha trovato il coraggio di compiere imprese così grandi, vi ho visto di sfuggita alla barca, ma forse non ricorderete, ero con Marco in partenza per Capraia ed Elba e ci avete prestato la vostra zattera, seguirò volentieri il vostro viaggio…. e le esperienze che condividerete con chi questa volta è rimasto a terra ….
    Buon vento
    Lorenzo Isoppo

  9. Ciao ragazzi, è bello sapervi in giro per i mari a realizzare il vostro sogno. Fateci sapere come state… un grande abbraccio a tutti ed in particolare al “mio” Iago Davide

  10. oggi è il 15 ottobre ed ho trovato questa vostra storia e mi piace moltissimo. Vi invidio un pochino, amando il mare, abitando a 3 km da Bocca di Magra ( che amo ), andando in barca a vela dal 93. Vi invidio e vi stimo per il vostro coraggio e sono sicuro che per i vostri figli sarà una esperienza che li porterà a vedere questo nostro pazzo Mondo in un modo diverso. Vi auguro buon vento e, se mi sarà possibile cercherò di seguirvi. BUON VENTO!!!!!
    Franco

  11. Dear Family!! Mother and Father!! Children and the Dog!! What you are doing is amazing, beautiful and its an adventure of course. I wish you luck. Want to read all your stories.

  12. Hello Barberis Family
    Your story was reported a few weeks ago here in Las Vegas, US, and my thoughts went back to 2012 when my daughter and her husband set sail from the United Kingdom on their circumnavigation of the world. My mind and my heart missed many beats over the 4 years before they returned.
    They took the route down the coast of France and Spain to the Canary Islands, across to the Caribbean, through the Panama Canal, across the Pacific Ocean and landed at Brisbane. The Fijian Islands were obviously very romantic as she arrived 2 months pregnant with my first granddaughter so they explored Australia for a year.
    The return, with new baby, took them around the top of Australia, skirting South of the Cocos Islands across the Indian Ocean rounding the South of Madagascar and the Cape of Good Hope to Cape Town. From there they crossed the South Atlantic towards Brazil following the coast back to the Caribbean. Passing South of Bermuda they then crossed the North Atlantic Ocean arriving back in the UK.
    It helped me especially during some of the more scary sailings, and on occasions them, that I was on point providing them daily weather forecasts to supplement their own information. It gave me something to calm my fears and kept us in touch sharing in some small way their adventures.
    You will both keep yourselves and your children safe as you will not take stupid risks and nature and God will be with you guiding you along your route. For those that you have left behind, your internet diary will be a source of contact with you all but one thing I would suggest you do not save money on is to buy the best satellite phone and package that you can, you must, afford.
    Enjoy your adventures, keep safe and update your diary as often as you can. Godspeed.
    My best wishes
    Tony

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