Ore 12:30, il cielo azzurro, un venticello tiepido che porta il profumo del mare nel piazzale rovente del cantiere, sotto la veranda la tavola è vestita d’estate: pomodorini, mozzarella di bufala, crudo, olive, pane greco che odora di sesamo, la bottiglia dell’acqua che suda condensa, una birra ghiacciata.
Aspettiamo Stefano per il pranzo, sta finendo di martellare il salpa ancore, i bambini annodano gli Scooby-Doo seduti a terra tra la ciotola di Pepper, macchinine di Timo, il catino dei panni sporchi, le bocce, delle infradito, un cane in calore che dorme su uno scatolone schiacciato e intanto la cassa che pompa la playlist “estate 2019”.
Io ho appena finito di stendere mutande su pallet dismessi accatastati davanti a noi, sono seduta sulla mini mini sdraietta arancio da spiaggia a gambe incrociate e con la pinzetta in mano mi levo della peluria in eccesso che fuoriesce dal mio sobrio bikini leopardato. Tutti e 4 muoviamo la testa su e giù seguendo il ritmo di Jumbo, di Giusy Ferreri, quando sento una presenza… mi sento osservata, alzo lo sguardo e mi trovo davanti al naso in posizione da incazzatura a tuono un’algida bionda donna olandese, ben vestita e pure con l’ombretto, (realizzo solo in quel momento essere pure lei coinquilina del piazzale), con un inglese impeccabile ci fa un culo che non finisce più perché abbiamo il volume della musica troppo alto. Dice altro, non capisco una cippa delle sue parole, ma dal gesto del suo braccio che disegnando un semicerchio delimita il nostro spazio, capisco che non condivide molto il nostro approccio Hippy alla vita di cantiere. Io, con un inglese decisamente peggiore del suo cerco di farle ripetere quello che ha detto. “I don’t understand!!” le dico ripetutamente cercando con l’indice impazzito di abbassare il volume della cassa che mi sta perforando un timpano; lei, col suo indice più fermo e deciso del mio indica il corpo del reato: Giusy Ferreri! Spengo, mi scuso.Termina la sua inscenata con un “there are many people that live here!” anche Pepper, che nel frattempo si è svegliata e sta seduta ritta accanto a me la guarda interrogativa: MANY PEOPLE??? Timo le fa ciao con la manina imbrattata di Parmigiano 36 mesi, la tipa se ne va, i bambini mi guardano e dicono “eh mamma????”. Anche se i gesti erano abbastanza esaustivi, spiego loro che il volume della Giusy era un po’ eccessivo, che siamo stati maleducati a non pensare agli “altri” e che forse dovremmo dare un contegno al nostro free style. Dentro me tuonava un solo pensiero: ma vaffanculo brutta stronza impagliata, non c’è un’anima nel raggio di 1km, è estate ed è l’ora di pranzo, viviamo in 6 in camper (di cui tre bambini e un cane mestruato) e siamo in un cantiere dove ogni bendiddio da materiale tossico e altamente pericoloso è sparso a terra e caghi il cazzo per Ken, Barbie e due mutande stese??? Lasciaci vivere!!!! Passiamo così la giornata resettando e canticchiando a bassa voce, facciamo pure i compiti per dare meno nell’occhio.

La sera andiamo da Panos a cena, nel primo tavolino accanto all’ingresso siedono loro: la stronza e il marito zerbino. Appena ci vede le va lo Tzatziky di traverso, noi le sfiliamo accanto belli vestiti e profumati di tutto punto, i bambini la salutano, Nina le fa lo sguardo assassino….e a lei viene davvero benissimo! Ci sediamo poco più in là, la giusta distanza per farle notare che anche se viviamo come degli zingari l’educazione e le buone maniere a tavola le conosciamo bene, compresi i bambini che per un’ora di cena non sono mai scesi dalle loro sedie. Ripensandoci non aveva poi tutti i torti, avrà pensato “i soliti italiani”. In effetti in questi giorni un po’ ci riconosciamo in questo steriotipo: siamo disordinati, seminiamo cose ovunque, facciamo un casino pazzesco, musica, cartoni, i bambini che litigano, poi uno che piange, una che fa il twerking in mutande sulle travi di ferro, il piccolo moccioso che canta Roll Royce di Achille Lauro col pannolino gonfio alle caviglie, io che urlo come una indemoniata dalla mattina alla sera, panni stesi ovunque, il cane con gli ormoni a palla con 3 o 4 bastardini infoiati a seguito…. insomma, la signora ha conosciuto i Barberis in vacanza!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.